PANEM ET CIRCENSES

//PANEM ET CIRCENSES

Parlano di noi!

Nel bellissimo articolo di Alessia Albertin e Elisabetta Invernizzi, allieve della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi.

Di seguito l’estratto che ci riguarda:

(…) Al di fuori delle famiglie tradizionali, c’è anche chi è entrato a far parte del magico mondo dello chapiteau senza sottostare alle sue regole millenarie. È il caso di Camilla Peluso, ginnasta che ha «scoperto» il circo quasi per caso, una trentina d’anni fa. «Gaggia» al cento per cento, cioè non proveniente da una famiglia di circensi, Camilla è entrata nel mondo dello spettacolo itinerante con uno spirito nuovo e diverso rispetto a quello della tradizione. Il suo obiettivo, oggi, è quello di portare il circo al di fuori del circo. Con questo spirito ha fondato la «Piccola Scuola di Circo di Milano»: qui insegna ai bambini e agli adolescenti (anche agli adulti n.d.r) un modo diverso di pensare e sperimentare le arti circensi.
Lo storico francese Georges Strehly, nell’opera «L’acrobatie et les acrobats», scrisse che i circensi sono divisi in tre grandi categorie: i proletari, i borghesi e gli aristocratici.

I proletari sono gli artisti della strada, i borghesi sono quelli che lavorano nei piccoli circhi itineranti delle famiglie tradizionali, gli aristocratici sono i circensi che girano il mondo e si esibiscono nei grandi chapiteau stabili, simili ai teatri. «Aristocratici» sono gli artisti del «Cirque du Soleil», il più famoso esperimento di contaminazione di arte circense e spettacolo moderno.

Quando si parla di innovazione oggi nel variegato mondo del circo si fa riferimento al cosiddetto Nouveau Cirque. Ogni epoca, in realtà, ha avuto il suo «nouveau cirque», una formula che racchiude le diverse estetiche e le tante sperimentazioni, tutt’ora in corso, che con formule innovative contaminano e modernizzano lo spettacolo circense tradizionale.
Nonostante la crisi e le tante difficoltà, il circo tradizionale resiste e si impone un po’ ovunque, soprattutto in Italia. Eppure sono tante le compagnie che da una parte all’altra del continente sperimentano nuovi spettacoli d’ispirazione circense, attingendo anche dal teatro, dalla danza e dal musical.

«Il Nouveau cirque, ad esempio, rompe con i vecchi schemi della tradizione e si ispira a forme di spettacolo più genuine, come la commedia dell’arte e il mimo, mescolando elementi del circo con quelli del teatro», spiega il professor Antonio Giarola, responsabile del Centro Educativo di Documentazione delle Arti Circensi di Verona. «Ma alla fine tutti i circensi, qualunque sia il loro stile, rimangono dei venditori di sogni: non importa come lo chiami, il circo deve farti sognare».

Se vuoi leggere l’intero articolo, lo trovi su Medium: Panem et Circenses

2018-12-03T17:17:57+00:00